lunedì 3 settembre 2018

9

" Non mi piacevano i fine settimana. Tutti erano fuori per le strade. Tutti a giocare a ping-pong o a falciare l'erba o a lustrare la macchina o in giro per i supermercati, per i parchi e per le spiagge. Gente dappertutto. Il lunedì era il mio giorno preferito. Tutti tornavano al lavoro e non mi toccava vederli. Decisi di andare alle corse (di cavalli) nonostante la folla. Le corse mi avrebbero aiutato ad ammazzare il sabato".


Tratto da "Donne".


L'idiosincrasia di Bukowski per le masse trasuda da tutti i suoi scritti. Gli uomini presi singolarmente possono anche essere interessanti. Ma quando si muovono, parlano e agiscono in massa, hanno quasi sempre la stessa autorità morale di un branco di pecore. Come non condividere Bukowski in questo. Oggi è lunedì e stavo rileggendo Donne, questo straordinario romanzo di Bukowski sulle donne della sa vita. Ma le donne per il momento lasciamole perdere. Affronteremo l'argomento in seguito.  Ce ne sarà il tempo e il modo. Restiamo alle masse. Nel week end ho lavorato all'Ikea, dove da quasi 25 anni presto la mia opera nei più disparati compiti. Ma nel week end sono destinato alla vendita. Di armadi e camere da letto. Per dieci anni ho venduto cucine, ma gestire i clienti delle cucine che per una cucina economica che gli progetti gratis pensano di averti comprato, di essere in loro possesso, sequestrandoti il più a lungo possibile, andando avanti con la rava e la fava, per poi acquistare una cucina che vogliono bella e che costi poco. Be', ero stanco di dire a questi  signori che se volevano una cucina bella e che costasse poco dovevano andare in un bosco e accendere un fuoco, se volevano cucinare: legno a buon mercato, ambiente climatizzato e non costava niente! Quindi gli armadi vanno bene. Tutte quelle signore alle quali mentre disegni l'armadio sul planner del computer cui puoi suggerire impunemente:" dove glielo metto il bastone?". Alle cucine invece no, anche se individuali, i clienti, pensavano di averti comprato. Come la pubblicità di Totti alla Tim. Proprio alla fine volevano essere accompagnati a casa in groppa a te. Agli armadi è una vendita più veloce. Ma ci provano lo stesso. Sempre le stesse dinamiche di coppia, davanti alla composizione di un armadio: gli uomini dicono, fai tu cara, per me va bene qualunque scelta tu faccia. Fino a quando non vedono il prezzo. Lì qualche perplessità cercano di abbozzarla. Ma dura poco. Sono dei tali barboncini.
Ma torniamo alle masse. Ebbene sì, io posseggo la stessa idiosincrasia di Bukowski. "Passai accanto a 200 persone ma non vidi un solo essere umano", scrive Bukowski in "Compagno di sbronze". Ecco il genio che viene fuori. Che richiama una delle sue massime da incidere nel marmo:" il genio è la capacità di esprimere in modo semplice concetti complessi". Che cosa ci vuol dire Bukowski con quel passare accanto a 200 persone e non vedere nemmeno un esser umano, se non che sta lanciando il suo grido disperato contro l'uomo massa, l'uomo conformista medio di tutto il mondo. Ma particolarmente dell'impero occidentale. L'uomo che fa assieme agli altri uomini pecora tutte le cose che la società dei consumi gli ordina di fare. Quante volte ho pensato quando lavoro nel week end, davanti a masse di migliaia di persone che passeggiano su è giù per l'Ikea, ma non hanno proprio nulla di meglio da fare? perché vengono qui? Ma è chiaro, per vedere altra gente, per fare confronti, spettegolare, criticare e , da ultimo, sbuffare e dire che la gente gli sta sul cazzo. E qui il serpente si morde la coda. "Umanità mi stai sul cazzo", dice Bukowski un po' dappertutto ne suoi scritti. E in fondo dice quello che noi tutti individualmente pensiamo. Quando non troviamo un parcheggio per la macchina, quando facciamo la fila in pizzeria, o allo stadio. o in cassa al supermercato. Me solo pochi di noi in quel momento riescono a pensare: avrei potuto starmene a casa con mia moglie, magari a letto con lei, magari una passeggiata in campagna, in montagna, sul litorale, respirare aria. Non lo penserebbero mai. Perché la maggior parte di loro non sa respirare. E perché la maggior parte di loro riderebbe dei racconti di Bukowski che parla di loro. Perché li riferirebbero sempre agli altri e mai a se stessi. Lo capite perché lo psichiatra è la professione del futuro. Be', questo Bukowski lo aveva intuito. Anche questo, vecchio Buk.

Nessun commento:

Posta un commento