" Non ci vedemmo per una settimana. Poi un pomeriggio ero da Lydia, sul letto, e ci baciavamo. Lydia si scostò.
-Non capisci niente di donne, eh?
-Che cosa vuoi dire?
-Voglio dire che basta leggere le tue poesie e i tupi racconti e si vede che non capisci niente di donne.
-Va avanti.
-Be', per piacermi un uomo deve leccarmi la fica. Hai mai leccato la fica?
-No.
-Hai più di cinquant'anni e non hai mai leccato la fica?
-No.
-E' troppo tardi.
-Non è mai troppo tardi.
Lydia si alzò e andò nell'altra stanza. tornò con una matita e un pezzo di carta.
-Ora stammi bene a sentire, voglio farti vedere una cosa.
Cominciò a disegnare-ora questa è una fica, e qui c'è qualcosa di cui tu probabilmente non hai mai sentito parlare...la clitoride. E' il punto più sensibile. la clitoride si nasconde, capisci, ma ogni tanto viene fuori, è rosa e molto sensibile. A volte si nasconde, e bisogna cercarla, basta sfiorarla con la punta della lingua..."
Tratto da "Donne".
Che cosa deduciamo da questo brano? In primo luogo mi congratulo con i traduttori per aver usato il termine "fica" e non il milanesizzato e inflazionato da traduttori milanocentrici italiani "figa". FICA è corretto! In secondo luogo Bukowski è uno scrittore che parla molto di sesso e molto spesso non piace alle donne per questa sua fissa per il sesso. In realtà uno non deve scrivere in funzione di ciò che vuol essere letto e Bukowski è libero in questi suoi intendimenti letterari. Ma in questo brano, permettetemi di dire, applica uno dei suoi mantra più famosi, cardine del suo stile di scrittura:" il genio è esprimere con parole semplici concetti complessi"...e lo applica all'educazione sessuale. Si immola a uomo immaturo sempliciotto e inesperto per la SCIENZA! Quanti tomi di Moravia o Philip Roth avremmo dovuto leggere in manieristici tergiversare linguistici per giungere alla semplice geniale descrizione di questo incredibile narratore? Bukowski in mezza pagina fa a pezzi duecen'anni di psicanalisi , i miti greci, e varia letteratura d'accatto contemporanea con sfumature varie di grigio o altre cromie. Con semplicità, in modo elementare, fa spiegare alla sua donna del momento che una donna vuol godere dei piaceri del sesso esattamente come un uomo e , anzi, che ne ha tutto il diritto!
E mette in ridicolo se stesso in quanto uomo medio americano dell'impero occidentale cui nessuno ha mai spiegato e svelato l'esistenza DELLA CLITORIDE. E' letteratura contemporanea, esplicita, iperealistica. Chi la ritiene oscena o chi considera Bukowski un maschilista non ha mai letto approfonditamente questo autore e non ha mai voluto leggere tra le righe di quello che ha voluto veramente dire. Più che quel che dice di Bukowski, e badate, è un'arte anche questa, viene fuori il "non detto". Bukowski vuole che il lettore si senta ridicolo ridicolizzando se stesso. Ma assolve se stesso perché è vittima di un sistema di valori che la società in cui è vissuto, in tutte le sue articolazioni, famiglia, chiesa, università e società-e l'America è stata sempre il tempio del puritanesimo protestante-gli ha inculcato si da piccolo. Persino nei film porno di quell'epoca e spesso anche contemporanei, gli attori non perdono tempo nell'indulgere nella suddetta pratica sessuale. Perché non corrisponde all'immaginario sessuale machista di cui siamo da sempre intrisi! E , in ultimo: Bukowski non si vergogna di apparire l'uomo medio di cultura sessuale mediocre. Perché non si nasconde. Se ne vergogna sommessamente.
Nessun commento:
Posta un commento