giovedì 11 ottobre 2018

16

" Voglio dire, ci sono delle donne che possono allocchire gli uomini senza dire niente, senza muoversi, senza domandare...gli basta stare lì, e gli uomini si sentiranno come dei maledetti fessi e okay non c'è storia. Quella era una donna così. Alzai gli occhi dal mio bicchiere come se me ne fregassi bellamente e lei fosse una qualunque , e io fossi uno che non ha più niente da chiedere (il che era vero, a essere sinceri) e dissi-come ti è andata coi pony, ultimamente.
-Mica male.
Mi aspettavo una risposta diversa, non so cosa. Ma -mica male-non mi dispiacque."


Tratto da "Confessioni di un codardo".


E' uno dei tanti passi in cui Bukowski ci spiega la sua arte seduttoria, se così vogliamo dire. Bukowski è un timido, non si sente adeguato, vive in un mondo dove l'apparenza è tutto e se è vero, come è vero, che gli uomini, tutti gli uomini, sognano la donna oggetto di desiderio, sanno anche che questo "articolo" aderisce perfettamente come carta moschicida al possesso di denaro. E' una visione cinica, forse un po' semplicistica, ma c'è del vero. Bukowski vive la propria maturità in anni in cui è squattrinato, vive di espedienti cercando fortuna negli ippodromi. Ma è un uomo intelligente. Elabora strategie di sopravvivenza. Pensa a come fare per avere tutto quello che hanno gli altri, gli "adeguati alle circostanze" senza averne i mezzi o con pochi mezzi. E con le donne, essendo timido e squattrinato, punta sulla finta indifferenza e sul senso dell'umorismo. A volte demenziale, a volte urticante e intriso di umorismo nero, sempre cinico, ma anche indiscutibilmente catartico. Per se stessi, per chi lo esercita. E ci vede bene quando pensa che una donna davanti a legioni di uomini sbavanti, per contrasto, resterà incuriosita dall'uomo che sembra non desiderarle. Perché sembra bastante a se stesso. E questo innervosisce, certe donne che sono abituate ad essere corteggiate. Fingere di ignorarle, senza palesare però un distacco o un disprezzo eccessivo, che scadrebbe nel patologico e finirebbe per farti finire nel dimenticatoio degli esseri "soprammobili", uomini che non destano interesse. Bukowski sembra voler dire che gli uomini che interessano alle donne, ad alcune donne, o sono molto ricchi o poveri in canna. E se sei povero in canna devi ingegnarti. E comunque è vero, 8 su 10 una donna che sa di essere bella che non viene considerata, non come fanno tutti , quelli che ci devono provare comunque, resta incuriosita da un uomo che sta sulle sue. E che comunque non cela la sua parte seduttiva. Sì, d'accordo, poi magari quelle donne finiscono con lo scegliere la solidità finanziaria di un bel conto in banca o di un uomo in carriera. E potrebbe anche finire per amarlo, col tempo, in definitiva. Ma gli uomini con troppi soldi sono noiosi. E persino Bukowski, quando diviene uno scrittore di successo sta bene attento a non inebriarsi troppo di denaro e celebrità. Perché sa che sono trappole. Ameremo sempre Bukowski, perché ha dato voce a quello che abbiamo da dire con la pancia e lo ha modellato in forma di letteratura. Ameremo sempre quel suo statico starsene sulle sue e reagire alla circostanze della vita, di volta in volta, impulsivamente. Ameremo sempre il suo piangersi addosso , quel suo pianto che ci dà l'idea di essere una risata al contrario.
Io stesso ho conquistato quelle poche o molte donne con cui sono stato considerandomi normale. né inferiore né superiore a nessuno. Solo me stesso. Non prendendomi sul serio ma ridendo di quelli che si fanno scopare dal proprio ego senza preservativo. Diavolo di un vecchio Buk, ci hai insegnato anche questo. Un buon scrittore è come un vecchio che ha sempre qualcosa a dire, nel raccontare se stesso e la sua storia. E quando predi un libro di Bukowski in mano, potresti rileggerlo 100 volte, riesce sempre a tirati su. Niente tira meglio su di uno sconfitto che ce l'ha fatta. E si comporta come se non ce l'avesse fatta.

Nessun commento:

Posta un commento