"Ero in gamba. Sono in gamba. A volte mi guardavo le mani e capivo che avrei potuto essere un grande pianista, o qualcosa del genere. Ma in definitiva cos'hanno fatto queste mani? Mi hanno grattato le palle , compilato assegni , allacciato le scarpe, tirato sciacquoni, eccetera. Ho sprecato le mie mani e la mia mente."
Pulp
Caro zio Buk, quanto hai ragione! Ecco un altro dei tuoi leitmotiv: le mani da pianista!Da artista! Le mani come simbolo della creatività. Osservandosi le mani, Bukowski , è ricorrente nei suoi racconti, nei versi delle sue poesie, si ricorda di cosa ha dovuto fare per sbarcare il lunario nell'America "felice" del sogno americano. Le fabbriche, i magazzini, i mattatoi, le strade battute con le suole delle scarpe ridotte a seconda pelle...per sopravvivere in attesa del successo. Nemmeno , forse. In attesa di capire cosa poter fare della propria vita in questo mondo. Com'è noto Bukowski ha ottenuto un certo successo letterario superati i 50 anni d'età. Ma intanto ha sempre scritto. La scrittura, spesso a penna in stampatello su block notes di fortuna, lo ha tenuto in vita. Tanto che quando è arrivato, il successo, non glien'è importato più di tanto. L'atto di scrivere, di creare, lo ha tenuto in vita. Il successo, come avrebbe detto Pasolini, è l'altra faccia della persecuzione. Il successo , per Bukowski, non è stato importante come si può credere. Proprio perché, guardandosi le mani, osservava lo spreco della sua esistenza. E', in un certo senso, anche un rimprovero a se stesso. Per non aver voluto osare arrischiarsi a fare l'artista sin da subito. Anche se senza fondi per sostenersi non è una passeggiata di salute. Ogni tanto , infatti, nei suoi scritti si lamenta di poeti e scrittori che hanno avuto successo dopo essere stati mantenuti per una vita da mamme, famiglie, mogli. Ma questi pensieri , sia pur ricorrenti, non generano in lui odio per quegli individui. Li commisera. Le mani di Bukowski, le mani da pianista, sono una dedica del nostro poeta contemporaneo preferito, a tutti quelli come me, come noi , che sentono di aver buttato la propria vita alle ortiche , per aver seguito le regole delle convenzioni sociali , per essersi sottomessi al sistema e per essere vissuti onesti e sinceri in un mondo dove questi concetti, come avrebbe detto Bukowski stesso, sono ritenuti PAROLACCE!
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