domenica 8 luglio 2018

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-E va bene , ti piace Jack Smith, dissi.
-Mi piace anche il New Yorker. Ho il diritto di apprezzare il New Yorker. Nel passato Thurber e i redattori facevano grosse discussioni sull'uso della virgola. Andavano avanti a panini al prosciutto e a caffè e discutevano se toglierla o meno, disse Meg.
-Sì, poveracci, mentre il resto del paese era in fila per la zuppa.
Tratto da "La campana non suona per te".


E' del tutto evidente che Bukowski odia i radicalchic di sinistra, della sinistra americana , dei Democrats, una sinistra comunque liberale, ben attenta a non disturbare gli affari del capitalismo. Ben infarcita di tizi pieni di soldi, di tradizioni familiari che nulla hanno a che vedere con i soldati del popolo nordisti che avevano combattuto contro l'abolizione della schiavitù. E se vogliamo , la sinistra , nei paesi a capitalismo cosiddetto avanzato, là dove per avanzato sta a significare prenderlo più velocemente nel di dietro per le masse popolari, nella sua versione politico parlamentare, ha un po' questa puzzetta sotto il naso , questa difesa incorporata per quelli di colore forse più che per i poveri bianchi dell'impero occidentale, che diventa una bandiera imbellettata di snobismo multiculturale da sfoggiare nelle occasioni pubbliche o al tavolo del bridge con le amiche o del bacarà , dipende dal contesto geografico. Men che mai in concreto, dando del lavoro a questa gente, favorendone l'integrazione, sedendosi a tavola con loro e mangiando con le loro posate, che in alcuni casi potrebbero essere le mani (meraviglioso per ciò che mi riguarda), cercando di non schifarsi. In molti suoi racconti Bukowski non fa mistero di questa sua idiosincrasia per i radicalchic di sinistra. Lui è stato un uomo del popolo, spesso un bianco povero in un quartiere di neri , che essendo maggioranza numerica, facevano la voce grossa. Tornava a casa stanco e depresso guadagnando stipendi da fame. Ed è logico che lui voglia dirci, ehi, voi, voi che avete studiato in Università prestigiose, che fate belle professioni , tipo giornalismo o recitate a teatro o nei film, che cazzo ne sapete di cosa significa essere interrotti di notte dalla padrona di casa mentre batti a macchina, non perché fai rumore, no, ma perché hai l'affitto in arretrato? (Mi sembra di sentirlo). Intendiamoci, non è che per uno di sinistra deve essere vietato fare soldi in un sistema capitalista. Questo no. Ma cerchiamo di evitarci l'ipocrisia del quadretto familiare nel quale una famiglia di professionisti accetta che una sua figlia sposi un nero , povero o disoccupato, a cuor leggero. Cerchiamo di essere seri. O almeno coerenti. Ecco io Bukowski lo capisco. Perché anche io vivo come lui, in un quartiere periferico di una città dell'impero occidentale, circondato da arabi, senegalesi e calabresi. E però  l'etnia fra quelle citate che mi è più sconosciuta e che mi è stato più difficile frequentare è stata quella dei calabresi.




E , sempre dallo stesso racconto...
-C'è un cowboy . L'ho conosciuto in un bar. Sono andata da lui. Ha una casa grande. I suoi figli vivono ormai fuori. Ha una casa davvero grande e vuole che io vada  a stare con lui, disse Meg.
-Perché non provi?
-Perché non ti stacchi il cazzo a morsi?
-E' un po' difficile da fare.


Ecco un altro tema caro a Bukowski. Sviluppato con il suo solito senso dell'umorismo scatologico, esplicito, non volgare , però, se inquadriamo il contesto.
Tutti gli uomini maschi alfa , da che mondo e mondo, da che pianeta e pianeta, sono sensibili circa le dimensioni del proprio pene. E' una cosa ridicola e Bukowski stesso ride di questo. Ironizzando persino sulle dimensioni del suo pene. Non gli importa di apparire poco dotato o non superdotato. Perché sa che è un concetto ridicolo e che le prime a ridere di questi complessi da uomo alfa del pianeta occidentale, sono le donne. E' più una cosa da gay focalizzare la sessualità sulle dimensioni del pene. E mentre parlo di queste cose, talmente è stratificata in noi maschi alfa questa questione dimensionale, che penso, oddio, adesso i lettori penseranno che anch'io ce l'ho piccolo? Be' vi lascerò con questo dubbio. Anche perché conosco uomini minidotati che sono riusciti a stare con delle star di prima grandezza. E senza grossi conti in banca. Ma nonostante tutto sento il bisogno di dirvi che lì sotto è tutto in ordine. Nessuna si è mai lamentata. Vedete che ci ricasco? Ecco perché Bukowski fa bene a sdrammatizzare. E la comicità explicit content con cui lo fa è meravigliosa.

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