I novellini venivano sempre messi a pulire la merda di piccione, i piccioni venivano e facevano qualche altra cagatina che ti finiva tra i capelli, sulla faccia e sui vestiti. Non davano nemmeno il sapone-solo acqua e spazzola e la merda era dura da sfregare. Più avanti nel tempo si trasferivano nell'officina meccanica per tre centesimi l'ora ma ogni novellino doveva prima recitare la scenetta della merda di piccione. Ero lì con Blaine quando Blaine ebbe l'idea. Aveva visto un piccione in un angolo e il volatile non era in grado di volare. "Senti un pò", disse Blaine, "mi risulta che questi uccelli possono comunicare tra di loro. Mandiamo un messaggio agli altri uccelli tramite questo qui. Noi gli facciamo il lavoretto, poi lo sbattiamo in cima a quel tetto laggiù e lui andrà a raccontare la storiella agli altri uccelli". "Ok", dissi. Blaine si avvicinò all'uccello e lo raccolse. Aveva con sé un rasoietto scuro. Si guardò intorno. Ci trovavamo in un angolo ombroso del cortile. Era una giornata afosa e non erano pochi i prigionieri da quelle parti lì. "C'è forse qualcuno tra voi signori che desidera assistermi nell'operazione?" chiese Blaine. Nessuno rispose. Blaine cominciò col tagliare una gamba. Gli uomini coraggiosi ci voltarono le spalle. Ne vidi uno o due più vicini all'uccello che preferirono limitare la visuale. facendo dei paraocchi con le mani. "Ma cos'è che vi succede, ragazzi? urlai rivolgendomi a loro. . "Siamo stufi di farci cagare i testa e sugli occhi dai piccioni! Stiamo facendo un lavoretto all'uccello così quando lo spediamo sul tetto lui andrà a raccontare agli altri 'Laggiù ci sono dei gran rompicoglioni di uomini! Non andategli vicino!'. Questo piccione andrà a raccontare agli altri di smetterla di cagarci addosso!". Blaine buttò l'uccello sul tetto. Non ricordo più se il trucco funzionò oppure no. Ma ricordo che mentre lavoravamo di spazzola, ritrovai un paio di zampette di piccione. Era ben strano vederle senza che ci fosse attaccato un uccello. Con un colpo di spazzola le feci volare in mezzo alla merda.
Scene dalla grande stagione, tratto da "Compagni di sbronze".
Eccoci qua. Miei cari amanti del Bukowski aforismatico. Miei cari amanti del Bukowski sezionabile. Miei cari amanti del Bukowski Baci Perugina. Questo racconto, ambientato evidentemente in carcere, fa parte del pacchetto all inclusive che il lettore di Bukowski deve digerire prima di arrivare alle grandi frasi di amore o sull' esistenza. Potremmo dire che ci sono scrittori che per dire parole da scolpire nel marmo devono primo lasciarsi dietro rimasugli di scultura che paiono rifiuti e basta. Eppure Bukowski possedeva la magia per fare dei rifiuti gioielli. Opere d'arte. Gli stomaci deboli storceranno il naso, davanti ad un racconto così. Lo rimuoveranno cercando di ricordare le grandi frasi che aiutano a vivere meglio. Ma Bukowski non è stato Buddha. Per fortuna. Perchè Bukowski è vissuto nel "grande sogno americano", nella "più grande democrazia occidentale patria del diritto per antonomasia"(Ma non c'è la pena di morte?). Bukowski ha saputo descrivere come nessuno e senza cadere nel tranello di farsi accusare di appartenere a questa o quella fazione politica l'orrore di una società che ha anticipato l'orrore che poi sarebbe stato trasmesso a tutte le società che sono figlie di quella cultura ipocrita dei Grandi Valori Occidentali. Persino l'Europa si sta americanizzando e sta giungendo a quell'orrore. Tutti parlano di Arcipelago Gulag o dei Miserabili. La verità è che il potere, anche il più imbellettato dal marketing della bella immagine propagandata, genera orrore. E rende orride le persone. Ne ha bisogno: per fare la differenza con gli spot pubblicitari che pubblicizzano un paradiso di plastica. Ecco, la profondità di Bukowski consiste anche di queste cose. Se uno lo volesse leggere bene. E tutto. E adesso scartatevi un altro Bacio Perugina, riportatelo per bene e allegateci a fianco una bella figliola seminuda che non assomiglierà mai alle stupende e vere donne cellulitiche con calze a rete smagliate che appaiono nei racconti del vecchio Hank.
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