Un evento
era sempre stato un fantino di prim'ordine
lo avevo visto correre per molti anni
in molti pomeriggi al De Mar, Hollywood Park,
Santa Anita
all'inizio di quest'anno
sua moglie si è suicidata
in modo orrendo
chi lo conosceva bene disse che
non avrebbe corso mai
più
poi un pomeriggio
accettò un contratto di monta
e quando i cavalli uscirono
per la parata
pre-corsa
e lui apparve
a cavallo
cominciò
l'applauso, un applauso
leggero e continuo-
continuò per molti
minuti
e molti commentatori
sentimentali
dovettero voltarsi
per nascondere le
lacrime
poi
in quella corsa
rimontò posizioni
per tutto il rettilineo d'arrivo
ma mancò la vittoria
al fotofinish
più tardi ai giornalisti non
disse altro che:" è così
strano tornare a casa e non
trovarla".
da allora
ha corso
con uno stile e un
trasporto
incredibili
insinuandosi in varchi angusti
tra i cavalli
e pericolosamente lungo
lo steccato.
ora è
il fatino numero uno
e
continua a
vincere.
la gente non vedeva
uno che monta così
da decenni.
lui è la tigre in pieno
sole
lui è ciascuno di noi
che solo
per sempre
ignora sprezzante
il
dolore.
Da Santo cielo, perchè porti la cravatta?
Ancora una poesia. Versi pennellati sulla pagina senza rima, ma con assonanze e significati che la rima la vincono a dadi e la gettano via. Un racconto raccolto in forma poetica. E' il suo stile. Lo stile di Bukowski. E dice molto, tanto, in questa poesia, che racconta un mondo, un antropologia. Vita semplice di un fantino che deve combattere con i dolori che ad un certo punto piombano nella tua vita, all'improvviso. Non previsti. E dopo un tempo di metabolizzazione, il dolore si trasforma in benzina per il veicolo che ti porta alla gloria. O a rialzati , a cambiare restando te stesso. Ogni rifiuto letterario spingeva Bukowski a scrivere meglio a scrivere ancor a scrivere di più. Ogni rifiuto deve spingere l'uomo comune a rialzarsi e combattere ancora. Ogni dolore genera un parto. Un uomo nuovo o vecchio e recuperato. E l'umorismo ritorna, si fa più nero, ma non meno beffardo, sarcastico e catartico. Ridere del dolore è un pianto rovesciato. Se ci riesci puoi andare avanti, anche solo semplicemente rimettendo insieme la tua vita, come arti di un corpo mutilato improvvisamente riattaccati come per miracolo. L'uomo è questo miracolo. La massa è l'esplosione nefanda di questo miracolo E' una battaglia che aiuta a crescere. Dentro di te, e ognuno lo percepisce a proprio modo, con la propria cultura, con la propria intelligenza, con il proprio intuito, a volte in modo subliminale, scatta qualcosa. I dolori restano come fori di proiettili, cicatrici irrimarginabili che generano ricordi come fumetti indelebili della strada percorsa. Il dolore rende forti. La fragilità rende fortissimi. Perchè certe volte non ti aspetti nemmeno da te stesso che tu riesca a rimetterti in sesto. Ogni uomo ha qualcosa da dare al genere umano molto più di quanto il genere umano possa restituirgli. Non importa quante volte cadi. Non importa se non ci sarà nessuno ad applaudirti quando ti rialzi. Fatti un applauso da solo. Sarà il miglior pubblico che tu possa aver mai avuto.
Nessun commento:
Posta un commento