lunedì 8 febbraio 2021

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Lancia il dado
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.
Poesie scelte 1955-1975 Charles Bukowski
Feci leggere questa poesia ad un mio collega di lavoro. Laureato in filosofia, musicista. Dopo averla letta mi disse:" sì, all'inizio mi sono venuti i brividi...ma io non voglio fare una vita così, una vita come questa, una vita di fame e stenti". Be', per uno che non ha mai letto nulla di Bukowski può essere una reazione normale. Anche se , c'è un anche se...E' la reazione di chi non coglie lo spirito. Se avesse letto Bukowski e conosciuto, attraverso i suoi racconti, le sue poesie, la vita da lui condotta, probabilmente avrebbe colto lo spirito di cui è intrisa. Se un artista vuole esprimersi attraverso la propria arte lo farà comunque. A qualsiasi costo. Non servono a nulla le lamentele sui lavori di bassa leva che si debbono fare per sbarcare il lunario. Se si superano i 50 anni e non hai vissuto come Unabomber in una capanna in mezzo ai boschi senza elettricità, e se hai accettato di mettere su famiglia, figli e compagnia bella, lamentarsi non serve a nulla. Devi credere nella tua arte sino in fondo. Devi nutrirla con le tue idee. nessuno ti chiede di vivere come Bukowski. Ma di capirne lo spirito. Qualunque autore, ne ha diritto! Potresti non approdare a nulla, potresti, molto probabile, questo, non avere successo ...ma poi il successo cos'è, se non l'altra faccia della persecuzione, come avrebbe detto Pasolini? Vivere sopravvivendo per arrivare a fine mese e goderti in santa pace la pizza il sabato sera, la Champions league, l'abbonamento a Sky e constatare alla fine che queste cose non ti rendono felice, forse ti farà soffrire di più, ma non ti renderà migliore degli altri. Hai mollato, non suoni più, non scrivi più, non canti più, non dipingi più, non fotografi più, non perchè non hai avuto successo. Non era abbastanza forte la tua passione. Era solo uno strumento per arrivare al successo. L'altra faccia della persecuzione.
Sapete, ho creato un gruppo di aficionados di Bukowski, così quasi per scherzo, su Facebook: "Charles Bukowski maestro di vita."
Per anni nessuno lo ha minimamente considerato. Poi improvvisamente, in pochi mesi, si sono affiliate oltre 5000 persone. Da tutto il mondo, anche stranieri, anche da Panama e Grenada. E, sorprendente, ma non per me, il 70 per cento delle persone che hanno chiesto di entrare nel gruppo, sono donne. Postano poesie con foto di Bukowski, brani di suoi racconti. Tutte cose scritte da Bukowski abbastanza pulite. Mai nulla di sesso o sofferenze legate al mondo del lavoro o a luoghi comuni o banali conformismi del vivere quotidiano che finiscono per ammazzarti di noia. Se la vita è la perenne attesa della morte, cerchiamo, almeno di non ammazzarci di noia. Questo vuol dire Bukowski. E se il suo mondo era fatto di alcol, scopate, cavalli e puttane, be' era il suo mondo. Il mondo del "meraviglioso" sogno americano anni '50, dove per poter sopravvivere alla banalità del sopravvivere di hamburger, patate fritte , serie Tv e capi idioti non avevi altro che quelle cose che dice Bukowski, per stordirti un pò. Prima di andare a dormire perchè l'indomani c'era da lavorare. Altri si dedicavano alle droghe, ai viaggi esotici o astrali, al baseball o al football americano. Bukowski non faceva altro che ricorrere allo stordimento a buon mercato. E come un Dante nell'inferno americano, registrava tutto quello che viveva e come lo viveva. Di Bukowski bisogna accettare tutto, leggerlo tutto, è all inclusive, devi prenderti tutto il pacchetto. Parcellizzarlo così con frasette ad effetto espunte qua e là e messe a mo' di aforisma sui social network significa ucciderlo. Ammazzarlo. Penso che se fosse vivo si metterebbe su un grattacielo con un fucile di precisione e comincerebbe a sparare a tutti i suoi lettori. Diventare fan di Bukowski per manifestare la propria diversità non vuol dire che Bukowski è stato un maestro di vita. Vuol dire che viviamo in un mondo in cui tutti gli eroi sono morti e che manifestiamo il nostro disagio depotenziandolo attraverso il catartico postaggio di frasette scopiazzate da qualche parte su internet. Se non sfogli le pagine di un suo libro e non senti la puzza di sigari, alcol e sesso, e non capisci che tutto quello era per morire un pò prima di morire, ma morire un pò meglio, in un mondo nato morto, ma ti limiti al copia e incolla internettiano delle frasette da Dalai Lama, allora hai ucciso il suo spirito. Proprio come chi si limita a giudicare qualcuno da una sola poesia. Sei un assassino. Nessuno chiede a nessuno di essere come Bukowski. Bukowski era Bukowski. Ma se chi legge Bukowski non coglie l'essenza di ciò che intendeva dire, potrà dire che sia uno che legge, potrà dire che è una persona colta, potrà dire quello che vuole...ma non potrà mai ammazzarsi dalle risate sino alla morte se solo avesse potuto assistere alla scena di qualcuno che glielo andasse a dire!

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