sabato 13 febbraio 2021

43

 Un evento

era sempre stato un fantino di prim'ordine

lo avevo visto correre per molti anni

in molti pomeriggi al De Mar, Hollywood Park,

Santa Anita


all'inizio di quest'anno

sua moglie si è suicidata

in modo orrendo


chi lo conosceva bene disse che

non avrebbe corso mai

più


poi un pomeriggio

accettò un contratto di monta

e quando i cavalli uscirono

per la parata

pre-corsa

e lui apparve

a cavallo

cominciò

l'applauso, un applauso

leggero e continuo-

continuò per molti

minuti

e molti commentatori

sentimentali

dovettero voltarsi

per nascondere le

lacrime


poi

in quella corsa

rimontò posizioni

per tutto il rettilineo d'arrivo

ma mancò la vittoria

al fotofinish


più tardi ai giornalisti non

disse altro che:" è così 

strano tornare a casa e non

trovarla".


da allora

ha corso

con uno stile e un

trasporto

incredibili

insinuandosi in varchi angusti

tra i cavalli

e pericolosamente lungo

lo steccato.


ora è

il fatino numero uno

e

continua a 

vincere.


la gente non vedeva

uno che monta così

da decenni.


lui è la tigre in pieno

sole


lui è ciascuno di noi

che solo

per sempre

ignora sprezzante

il

dolore.


Da Santo cielo, perchè porti la cravatta?


Ancora una poesia. Versi pennellati sulla pagina senza rima, ma con assonanze e significati che la rima la vincono a dadi e la gettano via. Un racconto raccolto in forma poetica. E' il suo stile. Lo stile di Bukowski. E dice molto, tanto, in questa poesia, che racconta un mondo, un antropologia. Vita semplice di un fantino che deve combattere con i dolori che ad un certo punto piombano nella tua vita, all'improvviso. Non previsti. E dopo un tempo di metabolizzazione, il dolore si trasforma in benzina per il veicolo che ti porta alla gloria. O a rialzati , a cambiare restando te stesso. Ogni rifiuto letterario spingeva Bukowski a scrivere meglio a scrivere ancor a scrivere di più. Ogni rifiuto deve spingere l'uomo comune a rialzarsi e combattere ancora. Ogni dolore genera un parto. Un uomo nuovo o vecchio e recuperato. E l'umorismo ritorna, si fa più nero, ma non meno beffardo, sarcastico e catartico. Ridere del dolore è un pianto rovesciato. Se ci riesci puoi andare avanti, anche solo semplicemente rimettendo insieme la tua vita, come arti di un corpo mutilato improvvisamente riattaccati come per miracolo. L'uomo è questo miracolo. La massa è l'esplosione nefanda di questo miracolo E' una battaglia che aiuta a crescere. Dentro di te, e ognuno lo percepisce a proprio modo, con la propria cultura, con la propria intelligenza, con il proprio intuito, a volte in modo subliminale, scatta qualcosa. I dolori restano come fori di proiettili, cicatrici irrimarginabili che generano ricordi come fumetti indelebili della strada percorsa. Il dolore rende forti. La fragilità rende fortissimi. Perchè certe volte non ti aspetti nemmeno da te stesso che tu riesca a rimetterti in sesto. Ogni uomo ha qualcosa da dare al genere umano molto più di quanto il genere umano possa restituirgli. Non importa quante volte cadi. Non importa se non ci sarà nessuno ad applaudirti quando ti rialzi. Fatti un applauso da solo. Sarà il miglior pubblico che tu possa aver mai avuto.







lunedì 8 febbraio 2021

42


Lancia il dado
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.
Poesie scelte 1955-1975 Charles Bukowski
Feci leggere questa poesia ad un mio collega di lavoro. Laureato in filosofia, musicista. Dopo averla letta mi disse:" sì, all'inizio mi sono venuti i brividi...ma io non voglio fare una vita così, una vita come questa, una vita di fame e stenti". Be', per uno che non ha mai letto nulla di Bukowski può essere una reazione normale. Anche se , c'è un anche se...E' la reazione di chi non coglie lo spirito. Se avesse letto Bukowski e conosciuto, attraverso i suoi racconti, le sue poesie, la vita da lui condotta, probabilmente avrebbe colto lo spirito di cui è intrisa. Se un artista vuole esprimersi attraverso la propria arte lo farà comunque. A qualsiasi costo. Non servono a nulla le lamentele sui lavori di bassa leva che si debbono fare per sbarcare il lunario. Se si superano i 50 anni e non hai vissuto come Unabomber in una capanna in mezzo ai boschi senza elettricità, e se hai accettato di mettere su famiglia, figli e compagnia bella, lamentarsi non serve a nulla. Devi credere nella tua arte sino in fondo. Devi nutrirla con le tue idee. nessuno ti chiede di vivere come Bukowski. Ma di capirne lo spirito. Qualunque autore, ne ha diritto! Potresti non approdare a nulla, potresti, molto probabile, questo, non avere successo ...ma poi il successo cos'è, se non l'altra faccia della persecuzione, come avrebbe detto Pasolini? Vivere sopravvivendo per arrivare a fine mese e goderti in santa pace la pizza il sabato sera, la Champions league, l'abbonamento a Sky e constatare alla fine che queste cose non ti rendono felice, forse ti farà soffrire di più, ma non ti renderà migliore degli altri. Hai mollato, non suoni più, non scrivi più, non canti più, non dipingi più, non fotografi più, non perchè non hai avuto successo. Non era abbastanza forte la tua passione. Era solo uno strumento per arrivare al successo. L'altra faccia della persecuzione.
Sapete, ho creato un gruppo di aficionados di Bukowski, così quasi per scherzo, su Facebook: "Charles Bukowski maestro di vita."
Per anni nessuno lo ha minimamente considerato. Poi improvvisamente, in pochi mesi, si sono affiliate oltre 5000 persone. Da tutto il mondo, anche stranieri, anche da Panama e Grenada. E, sorprendente, ma non per me, il 70 per cento delle persone che hanno chiesto di entrare nel gruppo, sono donne. Postano poesie con foto di Bukowski, brani di suoi racconti. Tutte cose scritte da Bukowski abbastanza pulite. Mai nulla di sesso o sofferenze legate al mondo del lavoro o a luoghi comuni o banali conformismi del vivere quotidiano che finiscono per ammazzarti di noia. Se la vita è la perenne attesa della morte, cerchiamo, almeno di non ammazzarci di noia. Questo vuol dire Bukowski. E se il suo mondo era fatto di alcol, scopate, cavalli e puttane, be' era il suo mondo. Il mondo del "meraviglioso" sogno americano anni '50, dove per poter sopravvivere alla banalità del sopravvivere di hamburger, patate fritte , serie Tv e capi idioti non avevi altro che quelle cose che dice Bukowski, per stordirti un pò. Prima di andare a dormire perchè l'indomani c'era da lavorare. Altri si dedicavano alle droghe, ai viaggi esotici o astrali, al baseball o al football americano. Bukowski non faceva altro che ricorrere allo stordimento a buon mercato. E come un Dante nell'inferno americano, registrava tutto quello che viveva e come lo viveva. Di Bukowski bisogna accettare tutto, leggerlo tutto, è all inclusive, devi prenderti tutto il pacchetto. Parcellizzarlo così con frasette ad effetto espunte qua e là e messe a mo' di aforisma sui social network significa ucciderlo. Ammazzarlo. Penso che se fosse vivo si metterebbe su un grattacielo con un fucile di precisione e comincerebbe a sparare a tutti i suoi lettori. Diventare fan di Bukowski per manifestare la propria diversità non vuol dire che Bukowski è stato un maestro di vita. Vuol dire che viviamo in un mondo in cui tutti gli eroi sono morti e che manifestiamo il nostro disagio depotenziandolo attraverso il catartico postaggio di frasette scopiazzate da qualche parte su internet. Se non sfogli le pagine di un suo libro e non senti la puzza di sigari, alcol e sesso, e non capisci che tutto quello era per morire un pò prima di morire, ma morire un pò meglio, in un mondo nato morto, ma ti limiti al copia e incolla internettiano delle frasette da Dalai Lama, allora hai ucciso il suo spirito. Proprio come chi si limita a giudicare qualcuno da una sola poesia. Sei un assassino. Nessuno chiede a nessuno di essere come Bukowski. Bukowski era Bukowski. Ma se chi legge Bukowski non coglie l'essenza di ciò che intendeva dire, potrà dire che sia uno che legge, potrà dire che è una persona colta, potrà dire quello che vuole...ma non potrà mai ammazzarsi dalle risate sino alla morte se solo avesse potuto assistere alla scena di qualcuno che glielo andasse a dire!