giovedì 7 novembre 2019

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"Tod andava tra i 130 e i 135, serpeggiando dentro e fuori dal traffico. Nickey fumava una sigaretta rilassandosi dietro gli occhiali da sole. E' spuntato uno spinello. Helen ha declinato. Faceva caldo, la birra si beveva in fretta. Helen era rannicchiata nell'angolo del sedile posteriore e osservava il traffico. Tod ha alzato la radio e ci è arrivato il suono dalla cassa del sedile dietro. Ci ho buttato su il giubbotto chiedendo-la sapete quella del rospo con tre buchi del culo?
-No, ha detto Nickey
-be', ho detto,-pisciava da quei tre buchi perché la moglie gli aveva detto che non tollerava più cagate da parte sua, ahahahah"


"Sono arrivato troppo in anticipo in aeroporto, il volo poi è stato annunciato in ritardo ben due volte. Era comunque prima di mezzogiorno e stavo troppo male per bere. Continuavo a camminare su e giù per l'aeroporto, in attesa. Sono disgustato quasi da tutto, ma detesto profondamente gli aeroporti. Alla fine sono entrato in un bagno e ho defecato . (....)
Eccola là, sorridente. Mi sono avvicinato:-ciao Helen.
-Charles , ha detto lei.
Aveva solo il bagaglio a mano e siamo scesi con la scala mobile.
-Oh, adoro gli aeroporti, ha detto lei,-la gente è così ben vestita e affascinante..."

Taccuino di un allegro ubriacone

Bukowski umorista scatologico. Come quando, lo ripete in vari racconti, le sue donne gli dicono che lui è sposato con la bottiglia ...e lui replica dicendo che non è ha le prove che non è vero, provate a infilare un uccello nel collo di una bottiglia! Sarcasmo, spleen e male di vivere, combattuto con questo suo nichilismo comico nero...Incontra la compagna di un poeta suo amico defunto e il suo disgusto per la vita, più che disgusto il suo entusiasmo castrato dal disincanto della delusione delle "mazzate" che gli ha riservato la vita, viene fuori dicendo che odia gli aeroporti. Perché lo fanno sentire inadeguato. Perché pieni di gente "in tiro"...o perlomeno così dicono le apparenze di chi vive di apparenze e , nonostante sia vissuto affianco ad un "maledetto" tossico poeta anticonformista, ci casca in pieno...nel conformismo...scambiando l'eleganza del vestire con l'eleganza dell'anima, cui Bukowski è normalmente più legato. E questo suo disgusto per tutto, che non è reale, ma linguistico, lessicale, crea l'ennesima immagine fuori dalla banalità dozzinale del quotidiano della gente cosiddetta normale...ammesso che sia normale andare tutti i giorni otto ore in fabbrica e uscirsene col sorriso sulle labbra senza impazzire. E alla fine la descrizione del suo disgusto è catartica. Ti aiuta a sopportare meglio lo scorrere monotono della vita, della vita di chi ama la vita ed è deluso dal fatto che un giorno non ci sarà più niente. E niente è quello che hai vissuto!





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