"-Sembri proprio fottuto, incasinato-
-Ma sono fottuto, incasinato. Però al tempo stesso sono un sentimentale. Mi affeziono...ai piatti sporchi, al rumore delle donne che pisciano, a un foglietto sul tappeto, persino alla fiancata del bus che passa nel traffico, sembrano come vecchi amici. Non so cosa significhi, ma non voglio guarire da questo-"
Taccuino di un allegro ubriacone
Bukowski è un poeta. Zio Hank ha la poesia dentro. E' il vecchi nonno ubriacone di cui tolleriamo i suoi vizi perché li riteniamo degli alleati per tirare avanti in una vita che è disparata. Come è disperata la vita di chi ama troppo, odia troppo, vive troppo, tuttavia sopravvivendo tra gli stenti del tirare avanti. Un mio amico psichiatra che vive in Lombardia ebbe a dirmi una volta, come si fa a non uscire fuori di testa quando devi campare con 1200 euro al mese? Los Angeles è come Milano, la Los Angeles di Bukowski. E così le sue visioni poetiche , sogni ad occhi aperti per tirare avanti, visioni nel deserto urbano di palazzi e automobili. Anche a me capita di andarmene in giro per strada e di gioire di una pozzanghera che fa da specchio ad un albero ingiallito dall'autunno come un vecchio saggio di una montagna che non c'è. Anche a me capita di osservare le case di mattoni rossi delle periferie ovest, come faceva Kerouac, scrittore filmico che filmava le scene nelle descrizioni dei suoi libri immortali, libri urbani. Come urbana è la natura di Bukowski. Bukowski non vi parlerà mai del fascino degli alberi, del fascino della natura. Prese a prestito questa attitudine urbana, quest'odio per la natura dalla lettura di Celine, uno dei suoi ispiratori. Sostanzialmente perché se non hai i soldi per uscire dalla tua condizione di emarginazione, quella condizione diventa la tua natura, e la odi ma a volte la ami , perché e lo sfondo in cui ti muovi. Lo stile , dice Bukowski, è il modo in cui nuoti nella merda, dal momento che tutti ne siamo immersi. Per cui anche la scatologia delle donne che orinano e ne ascolti il rumore di caduta nei water di lontani appartamenti di pareti scrostate in periferie scrostate sud del mondo in un mondo, gli Stati Uniti, che vende la sua immagine cartolinesca filmica newyorkese, finisce per avere una sua poesia. La poesia del suono, laddove fuori è traffico, smog, risse da bar, bottiglie rotte...
sabato 16 novembre 2019
giovedì 7 novembre 2019
33
"Tod andava tra i 130 e i 135, serpeggiando dentro e fuori dal traffico. Nickey fumava una sigaretta rilassandosi dietro gli occhiali da sole. E' spuntato uno spinello. Helen ha declinato. Faceva caldo, la birra si beveva in fretta. Helen era rannicchiata nell'angolo del sedile posteriore e osservava il traffico. Tod ha alzato la radio e ci è arrivato il suono dalla cassa del sedile dietro. Ci ho buttato su il giubbotto chiedendo-la sapete quella del rospo con tre buchi del culo?
-No, ha detto Nickey
-be', ho detto,-pisciava da quei tre buchi perché la moglie gli aveva detto che non tollerava più cagate da parte sua, ahahahah"
"Sono arrivato troppo in anticipo in aeroporto, il volo poi è stato annunciato in ritardo ben due volte. Era comunque prima di mezzogiorno e stavo troppo male per bere. Continuavo a camminare su e giù per l'aeroporto, in attesa. Sono disgustato quasi da tutto, ma detesto profondamente gli aeroporti. Alla fine sono entrato in un bagno e ho defecato . (....)
Eccola là, sorridente. Mi sono avvicinato:-ciao Helen.
-Charles , ha detto lei.
Aveva solo il bagaglio a mano e siamo scesi con la scala mobile.
-Oh, adoro gli aeroporti, ha detto lei,-la gente è così ben vestita e affascinante..."
Taccuino di un allegro ubriacone
Bukowski umorista scatologico. Come quando, lo ripete in vari racconti, le sue donne gli dicono che lui è sposato con la bottiglia ...e lui replica dicendo che non è ha le prove che non è vero, provate a infilare un uccello nel collo di una bottiglia! Sarcasmo, spleen e male di vivere, combattuto con questo suo nichilismo comico nero...Incontra la compagna di un poeta suo amico defunto e il suo disgusto per la vita, più che disgusto il suo entusiasmo castrato dal disincanto della delusione delle "mazzate" che gli ha riservato la vita, viene fuori dicendo che odia gli aeroporti. Perché lo fanno sentire inadeguato. Perché pieni di gente "in tiro"...o perlomeno così dicono le apparenze di chi vive di apparenze e , nonostante sia vissuto affianco ad un "maledetto" tossico poeta anticonformista, ci casca in pieno...nel conformismo...scambiando l'eleganza del vestire con l'eleganza dell'anima, cui Bukowski è normalmente più legato. E questo suo disgusto per tutto, che non è reale, ma linguistico, lessicale, crea l'ennesima immagine fuori dalla banalità dozzinale del quotidiano della gente cosiddetta normale...ammesso che sia normale andare tutti i giorni otto ore in fabbrica e uscirsene col sorriso sulle labbra senza impazzire. E alla fine la descrizione del suo disgusto è catartica. Ti aiuta a sopportare meglio lo scorrere monotono della vita, della vita di chi ama la vita ed è deluso dal fatto che un giorno non ci sarà più niente. E niente è quello che hai vissuto!
-No, ha detto Nickey
-be', ho detto,-pisciava da quei tre buchi perché la moglie gli aveva detto che non tollerava più cagate da parte sua, ahahahah"
"Sono arrivato troppo in anticipo in aeroporto, il volo poi è stato annunciato in ritardo ben due volte. Era comunque prima di mezzogiorno e stavo troppo male per bere. Continuavo a camminare su e giù per l'aeroporto, in attesa. Sono disgustato quasi da tutto, ma detesto profondamente gli aeroporti. Alla fine sono entrato in un bagno e ho defecato . (....)
Eccola là, sorridente. Mi sono avvicinato:-ciao Helen.
-Charles , ha detto lei.
Aveva solo il bagaglio a mano e siamo scesi con la scala mobile.
-Oh, adoro gli aeroporti, ha detto lei,-la gente è così ben vestita e affascinante..."
Taccuino di un allegro ubriacone
Bukowski umorista scatologico. Come quando, lo ripete in vari racconti, le sue donne gli dicono che lui è sposato con la bottiglia ...e lui replica dicendo che non è ha le prove che non è vero, provate a infilare un uccello nel collo di una bottiglia! Sarcasmo, spleen e male di vivere, combattuto con questo suo nichilismo comico nero...Incontra la compagna di un poeta suo amico defunto e il suo disgusto per la vita, più che disgusto il suo entusiasmo castrato dal disincanto della delusione delle "mazzate" che gli ha riservato la vita, viene fuori dicendo che odia gli aeroporti. Perché lo fanno sentire inadeguato. Perché pieni di gente "in tiro"...o perlomeno così dicono le apparenze di chi vive di apparenze e , nonostante sia vissuto affianco ad un "maledetto" tossico poeta anticonformista, ci casca in pieno...nel conformismo...scambiando l'eleganza del vestire con l'eleganza dell'anima, cui Bukowski è normalmente più legato. E questo suo disgusto per tutto, che non è reale, ma linguistico, lessicale, crea l'ennesima immagine fuori dalla banalità dozzinale del quotidiano della gente cosiddetta normale...ammesso che sia normale andare tutti i giorni otto ore in fabbrica e uscirsene col sorriso sulle labbra senza impazzire. E alla fine la descrizione del suo disgusto è catartica. Ti aiuta a sopportare meglio lo scorrere monotono della vita, della vita di chi ama la vita ed è deluso dal fatto che un giorno non ci sarà più niente. E niente è quello che hai vissuto!
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